Riccardo Moncalvo

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28/10/2023 ore 21:00
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Asta chiusa
Aggiudicata a Gio***
Valore:500 €
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Descrizione

Titolo dell'opera:

"Grafismo nevoso"


Specifiche tecniche:

  • Sestriere,1947;
  • 50x60 cm - es. 1/2;
  • Stampa Fine Art a getto di inchiostro;
  • Courtesy Archivio Riccardo Moncalvo Torino.

Informazioni aggiuntive:


"Quando arrivano al rifugio, con trenta gradi sotto zero, sono le cinque di sera; ormai notte, in quella stagione. “Avevo la mandibola ghiacciata. Ricordo di avere dormito con sette coperte doppie”. Che non sarebbero state sufficienti a vincere il freddo. La mattina, fra la settima coperta e il suo viso, c'è uno strato di ghiaccioli. “Era l'umidità, che si era congelata sui baffi”. Ma la mattina c’è il sole, i due amici si fermano lassù. E, il giorno dopo, ancora tormenta. Moncalvo, poco prima delle dieci, vede dall'alto quei cinque uomini che si avventurano nella neve, attende un barbaglio di luce, appena una lama trasversale che gli consente di catturare l'attimo. “La gente va in montagna e se non c'è il sole che spara, rinuncia a fotografare”, dice. Lui non è la gente, e non rinuncia. Soltanto un secondo scatto non riesce a fare, perché il freddo ha bloccato la tendina. Ma il primo scatto basta, a darci il capolavoro: con quei cinque personaggi, concreti e irreali, sotto la bufera, veri e magici insieme; che mantengono ancora oggi, a sessant'anni di distanza, il fascino dell’impossibile."

Giorgio Calcagno, Uno scatto nella tormenta, in “Presenze”, 1997


Questo lotto è stato donato da Archivio Riccardo Moncalvo Torino.

Titolo dell'opera:

"Grafismo nevoso"


Specifiche tecniche:

  • Sestriere,1947;
  • 50x60 cm - es. 1/2;
  • Stampa Fine Art a getto di inchiostro;
  • Courtesy Archivio Riccardo Moncalvo Torino.

Informazioni aggiuntive:


"Quando arrivano al rifugio, con trenta gradi sotto zero, sono le cinque di sera; ormai notte, in quella stagione. “Avevo la mandibola ghiacciata. Ricordo di avere dormito con sette coperte doppie”. Che non sarebbero state sufficienti a vincere il freddo. La mattina, fra la settima coperta e il suo viso, c'è uno strato di ghiaccioli. “Era l'umidità, che si era congelata sui baffi”. Ma la mattina c’è il sole, i due amici si fermano lassù. E, il giorno dopo, ancora tormenta. Moncalvo, poco prima delle dieci, vede dall'alto quei cinque uomini che si avventurano nella neve, attende un barbaglio di luce, appena una lama trasversale che gli consente di catturare l'attimo. “La gente va in montagna e se non c'è il sole che spara, rinuncia a fotografare”, dice. Lui non è la gente, e non rinuncia. Soltanto un secondo scatto non riesce a fare, perché il freddo ha bloccato la tendina. Ma il primo scatto basta, a darci il capolavoro: con quei cinque personaggi, concreti e irreali, sotto la bufera, veri e magici insieme; che mantengono ancora oggi, a sessant'anni di distanza, il fascino dell’impossibile."

Giorgio Calcagno, Uno scatto nella tormenta, in “Presenze”, 1997


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